Sempre più sottomesso
Una volta era capitato che andai a casa loro ed Elena non c'era. Aveva dovuto raggiungere la madre che si era improvvisamente ammalata.
- Già che sei qu. fermati ho proprio voglia che mi fai un bel pompino.-i
- Sì padrone-.
Che lo chiamassi così lo mandava in solluchero.
- Troia, mettimi in ginocchio e succhiami il cazzo-.
Ubbidii. Mi prendeva con forti colpi, affondava,.mi sentivo quasi soffocare.Mentre pompava mi schiaffeggiava. Voleva che ingoiassi tutto ma non ce la feci, un po' lo sputai e lui mi obbligò a leccare il suo sperma per terra e prese la cinta dei pantaloni e si mise a frustarmi.
Avrebbe voluto anche sodomizzarmi, ma io avevo premesso che aborrivo questa pratica fra uomini. Perciò forse era ancora più severo e sadico con me. Dopo avermi frustato, mi prese a calci e mi obbligò a leccargli i piedi puzzolenti.
- Troia adesso te ne puoi anche andare-.
- Ma non mangiamo, ho fame.-
- No vattene, domani devo alzarmi presto. Vai giù a farti un panino o una pizza-.
Mi mise in mano diecimila lire che io presi volentieri come fossero il compenso del pompino che gli avevo fatto.
Il giorno dopo Elena mi chiamò dicendo che la madre stava meglio e aveva voglia...di vedermi da solo. Le dissi che a casa sua non mi andava bene, non volevo correre il rischio di essere sorpresi da suo marito.
Mi diede appountamento da una sua amicai. Accettai.
Punuitale alletre e mezzo suonai al citofono della sua amica che abitava non lontano da Elena. Mi venne presentata: Cinzia. Era una bella donna ancora, ma aveva di certo seessant'anni almeno e forse anche di più.
Ci eravamo sistemati in salotto.
- Vedi la mi amica, non è giovanissima, ma gurada che bei piedi ha.-.
Effettivamente era vero.
- Questo porco, Cinzia, è un accanito leccapiedi e anche schiavo.-
Intanto Cinzia mi aveva messo in faccia i piedi e che volete che facessi? li leccavo.
- Spogliati porco!- Mi ordinò Elena che anche lei mi mise i piedi, odorosi in faccia e poi prese a frustarmi con una frusta verea e propria.
- Cinzia se vuoi puoi portarti in camera da letto questa troia. Tanto mi hai fra l'altro prestato dei soldi-.
. Ci viendi di là con me?- Cinzia mi chiese e Elena disse io ero suo schiavo e dovevo ubbidirle.
Io risposi che per me non c'erano problemi e Cinzia disse che allora i soldi che aveva prestato ad Elena glieli regalava.
Non avrei mai creduto che fare sesso con una donna così attempata fosse così soddisfacente. Cinzia era un gran porca e sapeva il fatto suo.
Per un po' fui il suo gigolò, toy boy. C'era solo una pratica che l'eccitava molto, sodomizzare un uomo con un falllo legato in vita. Lo fece anche con me due o tre olte, ma non mi piaceva proprio.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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